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sabato 30 novembre 2013

Safari in mongolfiera: spettacolo ed emozioni ad alta quota



Distese infinite, panorami indimenticabili, grandi branchi di animali, il silenzio della natura attorno...il safari in mongolfiera sa regare emozioni indimenticabili!
 
Per chi vuole provare un’esperienza assolutamente esclusiva ed emozionante, il safari in mongolfiera è la scelta migliore che si possa fare. Tra tutti i voli turistici su palloni aerostatici  questa è senza dubbio la proposta più bella, quella che sa regalare le emozioni più forti e lascia ricordi indimenticabile nella mente di tutte le persone che decidono di provare questa straordinaria esperienza. 

Il volo avviene alle prime luci dell’alba: una jeep verrà a prendervi verso le 5 del mattino per arrivare in tempo alla rampa di lancio e spesso durante il tragitto, oltre alla meravigliosa natura che vi circonda, è possibile avvistare diversi animali. Arrivati alla pista incontrerete la crew che si occuperà di voi durante l’intera durata della vostra avventura oltre le cime degli alberi e soprattutto il vostro pilota, che vi spiegherà le norme di comportamente da seguire durante tutte le fasi del volo. Ai primi bagliori del giorno sarete pronti a partire: il decollo e l’ascesa seguiranno il ritmo dettato dal sorgere del sole e quando raggiungerete un’altezza tale da poter godere di una vista a 360° sulle infinte pianure che dominano il paesaggio sarà ormai sufficientemente chiaro da permettervi di assaporare ogni emozione che questo scenario vi saprà donare.



La mongolfiera viene gonfiata con un gas più leggero dell’aria ed è proprio questa caratteristica che le permette di sollevarsi da terra, mentre durante il volo, non possedendo veri e proprio strumenti direzionali, viene guidata dal vento e il pilota, seguendo la forza e il verso delle correnti, può variare l’altitudine di crociera, permettendo ai passeggeri di poter godere in totale sicurezza della magia che sa regalare questo mezzo di trasporto. 

Per questo motivo ogni volo in mongolfiera è un’esperienza sempre unica ed irripetibile: non è possibile programmare del tutto la durata e il tragitto preciso da seguire, ma in base alle condizioni atmosferiche il pilota varia l’altezza e l’itinerario, rendendo così ogni volo un’esperienza assolutamente unica ed originale. Allo stesso tempo, però, i piloti specializzati in safari nei parchi nazionali hanno un’esperienza tale che riescono a variare l’altezza anche in base agli animali che si incontrano via via durante il percorso, anche in un’ottica di permettere ai passeggeri di scattare le foto migliori: durante la vostra avventura potrete così sperimentare tratti rasenti alle chiome degli alberi, da cui osservare da una distanza ravvicinata piccoli gruppi di animali, e allo tesso tempo anche momenti in cui si vola più in alto potendo ammirare paesaggi mozziafiato, o durante la Grande Migrazione a Serengeti, una moltitudine di erbivori in movimento.

Dopo un’ora circa di volo, cullati solo dal vento e dai suoni della natura, è il momento dell’atterraggio: dopo aver fatto appoggiare dolcemente la mongolfiera a terra si brinderà alla maniera tradizionale, con un bicchiere di ottimo spumante, prima di spostarsi verso il luogo in cui vi sarà offerta una sontuosa colazione con vista sulla savana.

Questa straordinaria avventura dal sapore “d’altri tempi” termina solitamente verso le 9.30, quando verrete riportati al lodge in cui avete passato la notte, pronti per continuare il vostro viaggio alla scoperta dell’Africa. 

In Tanzania il safari in mongolfiera più classico ed avvincente è quello che si svolge nel Serengeti (http://www.balloonsafaris.com/), un’esperienza assolutamente unica e che diventa davvero stupefacente durante la migrazione. Oltre a questo da alcuni anni è anche possibile organizzare un volo altrettanto emozionante nella zona dei parchi nazionali del Lago Manyara e del Tarangire (http://www.africaballoons.com/) durante cui si possono ammirare dall’alto non solo queste due aree protette, ma anche il Cratere di Ngorongoro e, nelle giornate più serene, il Kilimanjaro, il Monte Meru, Oldonyo Lengai e il Lago Natron.

CONSIGLI DI VIAGGIO: il safari in mongolfiera può far parte del vostro itinerario alla scoperta dei parchi del nord e  può essere ciò che renderà la vostra avventura in Tanzania assolutamente unica ed indimenticabile.

Per maggiori informazioni sui safari in mongolfiera potete visitare il nostro sito (in inglese) http://www.pakaadventures.com/our-offers-tanzania/activities/serengeti-balloon-safaris


lunedì 25 novembre 2013

La pesca d'altura in Tanzania



La Tanzania, conosciuta soprattutto per i suoi parchi naturali e per l’abbondante fauna presente sul territorio, è in realtà anche un’ottima meta per gli amanti della pesca. Questa attività infatti, oltre a essere parte intergrante della cultura del posto, è diventata nel corso degli ultimi anni anche un’attrazione turistica per tutti gli appassionati di pesca sportiva. Le acque di quest’area dell’Oceano Indiano sono infatti ricche di pesci pelagici e in essa si trovano alcuni degli spot di pesca più importanti dell’intero continente africano. 
 
Le zone più battute dagli amanti di questa attività sono il Canale di Zanzibar, il banco di Latham vicino a Dar Es Salaam, l’isola di Mafia e la zona di Kilwa. 



Qui è possibile trovare una grande quantità di pesci pelagici di grandi dimensioni tra cui ricordiamo:
-          il tonno: è uno tra i pesci più veloci a nuotare e può raggiungere anche i 4 metri di lunghezza e per questo motivi rappresenta generalmente una delle sfide principali per tutti gli appassionati di pesca. Nelle acque della Tanzania sono presenti diverse varietà di tonno, tra cui il famoso pinna gialla e il grande tonno bianco.
-          i billfish: caratterizzati dal loro becco acuminato che li rende simili al pesce spada, i billfish sono molto presenti nelle acque della Tanzania e in particolare di Zanzibar, dove risultano essere una delle prede più frequentemente catturabili nei mesi tra dicembre e marzo.  Tra i pesci di questa famiglia che sono più comuni in questa zona ricordiamo i marlin blu e striati e il pesce a vela.
-          il barracuda: è un pesce carnivoro conociuto per la sua forza e aggressività. Caratterizzati da un corpo allunganto e da una vista acuta, i barracuda si muovono in piccoli gruppi o da soli (soprattutto quelli di dimensione più grande) alla ricerca di piccoli pesci da cacciare e reagiscono solitamente con grande forza quando vengono catturati.
-          la lampuga: questo pesce, spesso conosciuto anche con il nome di dorado, è molto apprezzato nell’ambito della pesca sportiva per la grande forza con cui reagisce alla cattura, durante cui arriva a fare grandi salti fuori dall’acqua. Una delle caratteristiche principali della lampuga è il suo colore dalle forti sfumature giallo-dorate; può inoltre raggiungere i 2 metri di lunghezza e i 200 kg di peso.
-          il kingfish: conosciuto per le sue dimensioni, per la velocità con cui può nuotare e per i suoi alti salti, questo pesce rappresenta una preda generalmente molto ambita dai pescatori; le zone della Tanzania in cui è più facile pescarlo sono Kilwa e Zanzibar.
-          il wahoo: si tratta di un pesce molto diffuso nelle acque delle zone tropicali e nell’ambito della pesca sportiva viene generalmente catturato a traina. Può raggiungere dimensioni notevoli e anche nell’ambito della pesca commerciale è una preda molto ambita per la bontà delle sue carni.


Nelle acque di questa zona dell’Oceano Indiano è possibile trovare prede di notevoli dimensioni durante tutto il corso dell’anno, ma il periodo migliore sia a livello di qualità del pescato che di clima è quello che va da settembre ad aprile. In particolare per l’isola di Zanzibar si distinguono generalmente due periodi: il primo, caratterizzato dall’arrivo del “Kaskazi”, ossia dei venti monsonici da nord-est, va da agosto ad ottobre, durante cui è possibile imbattersi in una grande quantità di tonni a pinna gialla; il secondo invece dura da dicembre a marzo e in esso sono molto comuni i marlin striati e pesci vela e, nell'ultima parte di questo periodo,  anche i dorado. 

In Tanzania la tecnica più utilizzata nell’ambito della pesca sportiva è quella a traina (veloce, lenta e notturna), ma è generalmente possibile anche organizzare battute di pesca a spinning o a mosca. 

Nelle principali località di mare del paese vi sono diversi operatori che organizzano barche charter per la pesca sportiva con uscite della durata di mezza giornata o una giornata, ma è anche possibile programmare battute della durata di più giorni. 

In un’ottica di conservazione del territorio, sempre più operatori in Tanzania promuovono la filosofia del cosidetto “catch and release”, in cui vengono utilizzati diversi accorgimenti per creare meno danni possibili ai pesci durante la cattura in vista del loro immediato rilascio. 

CONSIGLI DI VIAGGIO: la pesca sportiva è una delle attività a cui potete dedicarvi durante l’estensione al mare alla fine del vostro safari, ma può anche essere il cuore della vostra esperienza tanzaniana se siete degli appassionati del settore. Le località migliori per potersi dedicare a questa attività sono la zona costiera della Tanzania (Kilwa e Dar es Salaam) e le isole al largo dell’Oceano Indiano (Unguja e Pemba nell'Arcipelago di Zanizbar e l'isola di Mafia). 

Per avere maggiori informazioni sulle località di mare in Tanzania potete visitare il nostro sito (in inglese) 

martedì 19 novembre 2013

GOIG: Artigianato, Cultura e Formazione Professionale a Dar Es Salaam


Tra gli enti e le organizzazione che si occupano della promozione della cultura locale e dell’accesso all’istruzione delle fasce di popolazioni più deboli oggi andiamo alla scoperta di GOIG – Getting Old Is to Grow.

GOIG è stata fondata nel 1991 da un gruppo di 12 donne anziane che desideravano promuovere la trasmissione del patrimonio di conoscenze tradizionali tra i giovani tanzaniani tramite l’apertura di un centro culturale.
Il progetto si è concretizzato nella fondazione di un centro di formazione professionale improntato sull’insegnamento dell’artigianato tradizionale che è stato riconosciuto ufficialmente dal governo tanzaniano nel 1995; oltre alla trasmissione culturale, il centro si prefigge anche l'obiettivo di combattere la povertà tra i giovani delle fasce più deboli proprio grazie alla formazione professionale. 
Sempre mantenendo lo spirito iniziale, nel corso degli anni il raggio di azione di GOIG si è ampliato e, oltre all’Istituto di Formazione Professionale,  l’organizzazione oggi gestisce anche una scuola materna e una scuola primaria alla periferia di Dar Es Salaam, in cui oltre alle classiche materie di insegnamento si cerca di dare un’attenzione alla crescita non solo scolastica, ma anche caratteriale dei piccoli studenti grazie all’uso di giochi educativi, simulazioni e altre attività. 

 
L’Istituto di Formazione Professionale e il Centro di Produzione di artigianato locale rimangono però il cuore del lavoro di GOIG: ogni anno decine di studenti (con una forte predominanza femminile) decidono di dare una svolta alla propria vita iscrivendosi ai corsi tenuti presso questo centro culturale in cui, oltre alla trasmissione delle nozioni pratiche di lavoro, viene data anche una forte enfasi a materie quali economia e management, in modo da poter fornire agli studenti tutte le abilità necessarie a portare avanti con successo una piccola attività. I corsi più seguiti sono quelli di durata annule di cucito e tessitura, ma vi sono anche studenti che decidono di optare per corsi di durata più breve come quelli per imparare a tagliare le pietre o a fare i batik. 
Accanto alla scuola vi è il centro di produzione, in cui gli studenti migliori vengono impiegati dopo il completamento degli studi: qui vengono confezionati a mano una vasta gamma di manufatti che comprendono tappeti, tovagliette, kikoi, amache, zaini, orecchini, vestiti, etc.
Tutti i prodotti di GOIG sono certificati come equo-solidali e il catalogo completo è disponibile online a questo link http://www.goigsociety.org/catalog/products.php?cat_id=3&pid=9

Grazie alla vendita di questi manufatti oltre all’auto-sostenibilità, GOIG si prefigge anche di lavorare per lo sviluppo socio-economico e la riduzione della povertà presso la comunità locale, grazie all’istiutuzione di programmi di microcredito, l’accesso all’istruzione delle fasce più deboli e l’assistenza agli anziani. 


Accanto a queste attività a favore della comunità locale, GOIG è aperta verso tutti e accoglie con calore i visitatori che desiderano non solo conoscere meglio le iniziative promosse dall’organizzazione, ma anche provare a cimentarsi nelle diverse attività di artigianato che vengono svolte presso il Centro di Produzione; a questo proposito è possibile organizzare presso la sede di GOIG dei brevi corsi di durata giornaliera per imparare alcuni piccoli segreti dell’artigianato tradizionale tanzaniano (ad esempio come fare i batik) e allo stesso tempo respirare l’atmosfera di questo centro culturale. É inoltre disponibile un piccolo ostello con alcune camere per chi è di passaggio a Dar Es Salaam per periodo brevi o lunghi e desidera pernottare in un posto sicuro ed accogliente. 
Per avere maggiori informazioni su GOIG potete visitare il loro sito (in inglese) http://www.goigsociety.org/index.php

martedì 12 novembre 2013

In Tanzania alla ricerca dei "Big-Five"



Il leone, l’elefante, il bufalo, il rinoceronte, il leopardo: ecco i big five!
 
Per tutte le persone che decidono di provare l’esperienza del safari in Africa, l’incontro con questi cinque animali rappresenta spesso uno degli obiettivi principali: si tratta infatti delle specie più conosciute che nell’immaginario collettivo popolano la savana ed inoltre, essendo più difficili da avvistare rispetto ad altri animali, nel corso degli anni sono diventate un vero e proprio “must” per tutti i viaggiatori che decidono di sperimentare questo tipo di vacanza.

L’uso dell’espressione “big five”, oggi largamente utilizzata nel mondo del turismo e dei safari fotografici, trae le sue origini in Sudafrica, dove veniva usata per indicare le 5 specie più difficili da cacciare a piedi. 

Oggi questa denominazione viene utilizzata un po’ in tutti i paesi africani in cui è possibile organizzare safari e da questo punto di vista la Tanzania, col il suo ricco patrimonio naturalistico, rappresenta una delle principali destinazioni per tutte le persone che desiderano osservare questi animali nel loro ambiente in quanto tutte e cinque sono presenti sul terriotorio... andiamo ora alla scoperta di questi animali!

IL LEONE: spesso visto come l’animale emblematico dell’avventura dei safari, il leone vive nella savana e nelle praterie o, più raramente, anche nelle foreste. Si tratta di un animale generalemente molto sociale che vive in branchi formati da più femmine e un maschio dominante. Quest’ultimo ha il compito di proteggere il territorio e i cuccioli, mentre le leonesse si occupano principalmente della caccia, che spesso compiono in gruppo. I piccoli vivono all’interno del gruppo fino al raggiungimento della maturità sessuale quando - se maschi - vengono cacciati dal leader del branco, divenendo quindi “nomadi solitari” fino a quando non riescono a prendere la leadership di un altro gruppo di femmine. A causa di queste lotte per la predominanza sui branchi, in natura spesso gli esemplari maschi di leone muoiono anche prima di raggiungere la vecchiaia. In Tanzania è possibile avvistare i leoni in molti dei parchi nazionali, sia nel circuito settentrionale che in quello meridionale e al Parco Nazionale del Lago Manyara si possono trovare alcuni esemplari che hanno l’abitudine inusuale di arrampicarsi sugli alberi.

L’ELEFANTE AFRICANO: l’incontro con gli elefanti rappresenta sempre un momento unico in cui si rimane affascinati dall’imponenza di questo animale, dai suoi movimenti lenti e dall’appartente pacatezza che sembre stridere con la grossa mole che caratterizza questi pachidermi. In realtà possono risultare uno degli animali più pericolosi che si possano incontrare, in quanto hanno spesso un carattere piuttosto irrequieto ed imprevedibile che può dar adito a comportamenti anche molto aggressivi. Gli elefanti sono erbivori e, data la loro dimensione, necessitano di enormi quantità di cibo, motivo per il quale non sono stanziali, ma si muovono continuamente alla ricerca di nuove aree verdi in cui nutrirsi. Questi animali sono famosi per le loro zanne, le grandi orecchie mobili e soprattutto dalla lunga proboscide, che nasce dalla fusione del naso con il labbro superiore e che rappresenta un organo utile e versatile. In Tanzania è possibile avvistare questi animali nella maggior parte delle aree protette, sia al nord che al sud.



IL BUFALO AFRICANO: la caratteristica princiaple di questo animale sono le sue corna ricurve, che possono superare il metro di lunghezza, andando a formare una sorta di scudo cefalico che rappresenta un’arma e allo stesso tempo una protezione importante durante gli scontri con altri animali. Le femmine vivono generalmente in grandi branchi che si spostano alla ricerca di pascoli freschi, mentre i maschi vivono da soli per gran parte dell’anno e si uniscono a questi gruppi solo durante il periodo dell’accoppiamento. Il bufalo ha una stazza imponente e il suo peso può raggiungere anche i 1000 kg di peso; grazie alla sua mole e alla sua grande forza questo animale è considerato estremamente pericoloso e può arrivare a repingere da solo anche l’attacco di un leone. In Tanzania si possono incontrare branchi anche numerosi di bufali nella maggior parte delle aree protette. 

IL RINOCERONTE NERO: tra i “Big Five” il rinoceronte è probabilmente il più difficile da avvistare. A causa della caccia di frodo e della distruzione dell’habitat naturale che ne hanno determinato una drastica riduzione del numero di esemplari presenti in natura, è oggi una specie a rischio di estinzione e risulta quindi uno degli animali che più raramente possono venire osservati durante un safari. L’incontro con questi esseri imponenti, però, risulta generalmente un’esperienza emozionante ed indimenticabile. Il rinoceronte nero è oggi presente nelle zone centrali ed orientali del continente africano ed è uno degli erbovori più solitari che si possano incrociare; amano infatti vivere da soli e si uniscono ad esemplari del sesso opposto solo durante il periodo dell’accoppiamento. La caratteristica principale del rinoceronte è il corno appuntito che ha sul muso e che può usare per difendersi o a scopo intimidatorio. I rinoceronti sono animali generalmente tranquilli, ma in particolare in maschi possono diventare aggressivi in caso captino la presenza di corpi sconosciuti nel proprio territorio. I parchi tanzaniani in cui è più facile avvistare il rinoceronte sono Ngorongoro e Mkomazi, in cui è presente un vero e proprio santuario protetto per la difesa e la salvaguardia di questa specie.

IL LEOPARDO: probabilmente uno degli animali più schivi della savana, il leopardo con il suo portamento elegante ha solitamente un grande fascino su tutti i viaggiatori che lo riescono ad incontrare. Per il suo carattere solitario è più facile avvistare un esemplare singolo, in quanto i leopardi vivono da soli per la maggior parte dell’anno ad eccezione della stagione degli amori. Questo animale è dotato di una vista e di un udito eccezionale e passa molto tempo sugli alberi, che ricoprono un ruolo centrale nella sua vita: su di essi infatti vengono portare le prede per sottrarle alla brama di altri carnivori e talvolta è possibile assistere a battute di caccia in cui il leopardo inizia l’attacco saltando addosso alla vittima designata dalle fronde di una piante. Il manto del leopardo è molto bello e per questo motivo in passato è stato frequentemente cacciato determinando una brusca diminuzione degli esemplari viventi. Pur essendo tra gli animali più difficili da avvistare il leopardo è presente in diversi parchi della Tanzania, sia nel circuito settentrionale che in quello meridionale.


CONSIGLI DI VIAGGIO:  gli itinerari in cui più facilmente possono essere avvistati tutti e cinque i “big five” sono quelli che toccano i principali parchi del circuito settentrionale.

Per avere maggiori informazioni potete visitare la pagina del nostro sito dedicata ai parchi del nord (in inglese) http://www.pakaadventures.com/travelguide-tanzania/wildlife-safaris/northern-circuit oppure scriverci una email e saremo felici di costruire con voi un itinerario personalizzato.