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mercoledì 5 novembre 2014

Seguendo la Grande Migrazione...


Un safari all'inseguimento della Grande Migrazione è senza dubbio una delle migliori esperienze che la Tanzania può offrire.

Durante tutto il corso dell'anno, infatti, le diverse aree dello sterminato Parco Nazionale del Serengeti diventano la scenografia in cui oltre due milioni di gnu, zebre e gazzelle migrano alla ricerca di nuovi pascoli.

Questo meraviglioso spettacolo della natura è una buona ragione per pianificare il viaggio con un occhio al calendario! Se vedere la Grande Migrazione è l'obiettivo principale del tuo safari, è meglio contattare direttamente i nostri specialisti per un itinerario personalizzato... ma nel frattempo, ecco le nostre linee guida.


Dicembre - Marzo

Se programmate il vostro viaggio tra dicembre e marzo, la zona da visitare è Ndutu; quest'area, caratterizzata dalla presenza dell'omonimo lago e facente parte della Ngrongoro Conservation Area, è la zona principale in cui si concentrano le grandi masse di erbivori in questi mesi.

Come sistemazioni possiamo consigliare il Ndutu Safari Lodge, oppure alcuni dei campi mobili che si posizionano proprio in quest'area in questi mesi.

Aprile - Maggio 

I mesi di aprile e maggio, invece, nonostante siano caratterizzati dai rovesci tipici della "stagione delle piogge", sono un'opzione valida per chi cerca un'avventura lontano dai periodi più battuti dal turismo di massa e non disdegna un po' di avventura.

La migrazione da Ndutu si sposta verso la zona meridionale di Serengeti e successivamente verso il Western Corridor e il Serengeti Centrale.

Proprio quest'ultima zona è quella che offre più scelta a livello di lodge e campi tendati, in quanto la maggior parte si concentra proprio in quest'area ed è quindi possibile optare sia per piccoli ed intimi mobile camp che per strutture più grandi come Sopa o Wildlife.

Luglio - Ottobre

A partire da luglio e fino ad ottobre, invece, la migrazione di concentra nell'area settentrionale del Serengeti, in particolare lungo il fiume Mara. Si tratta di una delle zone meno visitate dell'intero parco. Si può raggiungere comunque dalla città di Arusha, da cui partono la maggior parte dei safari.

Qui sono presenti alcuni campi tendati ed è possibile abbinare al safari un'escursione di uno o più giorni all'incantevole Lago Vittoria e alla piacevole cittadina di Mwanza.

Ottobre - Dicembre 

Una volta raggiunto il nord del Serengeti, le mandrie entrano in Kenya nel parco di Masai Mara e successivamente, a partire dalla fine di ottobre, compiono il loro viaggio di ritorno verso il Serengeti meridionale e la zona di Ndutu, dove è di nuovo possibile incontrare la migrazione a partire da dicembre.

Puoi vedere la 'Great Migration Map' sul nostro sito. Clicca qui!

sabato 30 novembre 2013

Safari in mongolfiera: spettacolo ed emozioni ad alta quota



Distese infinite, panorami indimenticabili, grandi branchi di animali, il silenzio della natura attorno...il safari in mongolfiera sa regare emozioni indimenticabili!
 
Per chi vuole provare un’esperienza assolutamente esclusiva ed emozionante, il safari in mongolfiera è la scelta migliore che si possa fare. Tra tutti i voli turistici su palloni aerostatici  questa è senza dubbio la proposta più bella, quella che sa regalare le emozioni più forti e lascia ricordi indimenticabile nella mente di tutte le persone che decidono di provare questa straordinaria esperienza. 

Il volo avviene alle prime luci dell’alba: una jeep verrà a prendervi verso le 5 del mattino per arrivare in tempo alla rampa di lancio e spesso durante il tragitto, oltre alla meravigliosa natura che vi circonda, è possibile avvistare diversi animali. Arrivati alla pista incontrerete la crew che si occuperà di voi durante l’intera durata della vostra avventura oltre le cime degli alberi e soprattutto il vostro pilota, che vi spiegherà le norme di comportamente da seguire durante tutte le fasi del volo. Ai primi bagliori del giorno sarete pronti a partire: il decollo e l’ascesa seguiranno il ritmo dettato dal sorgere del sole e quando raggiungerete un’altezza tale da poter godere di una vista a 360° sulle infinte pianure che dominano il paesaggio sarà ormai sufficientemente chiaro da permettervi di assaporare ogni emozione che questo scenario vi saprà donare.



La mongolfiera viene gonfiata con un gas più leggero dell’aria ed è proprio questa caratteristica che le permette di sollevarsi da terra, mentre durante il volo, non possedendo veri e proprio strumenti direzionali, viene guidata dal vento e il pilota, seguendo la forza e il verso delle correnti, può variare l’altitudine di crociera, permettendo ai passeggeri di poter godere in totale sicurezza della magia che sa regalare questo mezzo di trasporto. 

Per questo motivo ogni volo in mongolfiera è un’esperienza sempre unica ed irripetibile: non è possibile programmare del tutto la durata e il tragitto preciso da seguire, ma in base alle condizioni atmosferiche il pilota varia l’altezza e l’itinerario, rendendo così ogni volo un’esperienza assolutamente unica ed originale. Allo stesso tempo, però, i piloti specializzati in safari nei parchi nazionali hanno un’esperienza tale che riescono a variare l’altezza anche in base agli animali che si incontrano via via durante il percorso, anche in un’ottica di permettere ai passeggeri di scattare le foto migliori: durante la vostra avventura potrete così sperimentare tratti rasenti alle chiome degli alberi, da cui osservare da una distanza ravvicinata piccoli gruppi di animali, e allo tesso tempo anche momenti in cui si vola più in alto potendo ammirare paesaggi mozziafiato, o durante la Grande Migrazione a Serengeti, una moltitudine di erbivori in movimento.

Dopo un’ora circa di volo, cullati solo dal vento e dai suoni della natura, è il momento dell’atterraggio: dopo aver fatto appoggiare dolcemente la mongolfiera a terra si brinderà alla maniera tradizionale, con un bicchiere di ottimo spumante, prima di spostarsi verso il luogo in cui vi sarà offerta una sontuosa colazione con vista sulla savana.

Questa straordinaria avventura dal sapore “d’altri tempi” termina solitamente verso le 9.30, quando verrete riportati al lodge in cui avete passato la notte, pronti per continuare il vostro viaggio alla scoperta dell’Africa. 

In Tanzania il safari in mongolfiera più classico ed avvincente è quello che si svolge nel Serengeti (http://www.balloonsafaris.com/), un’esperienza assolutamente unica e che diventa davvero stupefacente durante la migrazione. Oltre a questo da alcuni anni è anche possibile organizzare un volo altrettanto emozionante nella zona dei parchi nazionali del Lago Manyara e del Tarangire (http://www.africaballoons.com/) durante cui si possono ammirare dall’alto non solo queste due aree protette, ma anche il Cratere di Ngorongoro e, nelle giornate più serene, il Kilimanjaro, il Monte Meru, Oldonyo Lengai e il Lago Natron.

CONSIGLI DI VIAGGIO: il safari in mongolfiera può far parte del vostro itinerario alla scoperta dei parchi del nord e  può essere ciò che renderà la vostra avventura in Tanzania assolutamente unica ed indimenticabile.

Per maggiori informazioni sui safari in mongolfiera potete visitare il nostro sito (in inglese) http://www.pakaadventures.com/our-offers-tanzania/activities/serengeti-balloon-safaris


martedì 12 novembre 2013

In Tanzania alla ricerca dei "Big-Five"



Il leone, l’elefante, il bufalo, il rinoceronte, il leopardo: ecco i big five!
 
Per tutte le persone che decidono di provare l’esperienza del safari in Africa, l’incontro con questi cinque animali rappresenta spesso uno degli obiettivi principali: si tratta infatti delle specie più conosciute che nell’immaginario collettivo popolano la savana ed inoltre, essendo più difficili da avvistare rispetto ad altri animali, nel corso degli anni sono diventate un vero e proprio “must” per tutti i viaggiatori che decidono di sperimentare questo tipo di vacanza.

L’uso dell’espressione “big five”, oggi largamente utilizzata nel mondo del turismo e dei safari fotografici, trae le sue origini in Sudafrica, dove veniva usata per indicare le 5 specie più difficili da cacciare a piedi. 

Oggi questa denominazione viene utilizzata un po’ in tutti i paesi africani in cui è possibile organizzare safari e da questo punto di vista la Tanzania, col il suo ricco patrimonio naturalistico, rappresenta una delle principali destinazioni per tutte le persone che desiderano osservare questi animali nel loro ambiente in quanto tutte e cinque sono presenti sul terriotorio... andiamo ora alla scoperta di questi animali!

IL LEONE: spesso visto come l’animale emblematico dell’avventura dei safari, il leone vive nella savana e nelle praterie o, più raramente, anche nelle foreste. Si tratta di un animale generalemente molto sociale che vive in branchi formati da più femmine e un maschio dominante. Quest’ultimo ha il compito di proteggere il territorio e i cuccioli, mentre le leonesse si occupano principalmente della caccia, che spesso compiono in gruppo. I piccoli vivono all’interno del gruppo fino al raggiungimento della maturità sessuale quando - se maschi - vengono cacciati dal leader del branco, divenendo quindi “nomadi solitari” fino a quando non riescono a prendere la leadership di un altro gruppo di femmine. A causa di queste lotte per la predominanza sui branchi, in natura spesso gli esemplari maschi di leone muoiono anche prima di raggiungere la vecchiaia. In Tanzania è possibile avvistare i leoni in molti dei parchi nazionali, sia nel circuito settentrionale che in quello meridionale e al Parco Nazionale del Lago Manyara si possono trovare alcuni esemplari che hanno l’abitudine inusuale di arrampicarsi sugli alberi.

L’ELEFANTE AFRICANO: l’incontro con gli elefanti rappresenta sempre un momento unico in cui si rimane affascinati dall’imponenza di questo animale, dai suoi movimenti lenti e dall’appartente pacatezza che sembre stridere con la grossa mole che caratterizza questi pachidermi. In realtà possono risultare uno degli animali più pericolosi che si possano incontrare, in quanto hanno spesso un carattere piuttosto irrequieto ed imprevedibile che può dar adito a comportamenti anche molto aggressivi. Gli elefanti sono erbivori e, data la loro dimensione, necessitano di enormi quantità di cibo, motivo per il quale non sono stanziali, ma si muovono continuamente alla ricerca di nuove aree verdi in cui nutrirsi. Questi animali sono famosi per le loro zanne, le grandi orecchie mobili e soprattutto dalla lunga proboscide, che nasce dalla fusione del naso con il labbro superiore e che rappresenta un organo utile e versatile. In Tanzania è possibile avvistare questi animali nella maggior parte delle aree protette, sia al nord che al sud.



IL BUFALO AFRICANO: la caratteristica princiaple di questo animale sono le sue corna ricurve, che possono superare il metro di lunghezza, andando a formare una sorta di scudo cefalico che rappresenta un’arma e allo stesso tempo una protezione importante durante gli scontri con altri animali. Le femmine vivono generalmente in grandi branchi che si spostano alla ricerca di pascoli freschi, mentre i maschi vivono da soli per gran parte dell’anno e si uniscono a questi gruppi solo durante il periodo dell’accoppiamento. Il bufalo ha una stazza imponente e il suo peso può raggiungere anche i 1000 kg di peso; grazie alla sua mole e alla sua grande forza questo animale è considerato estremamente pericoloso e può arrivare a repingere da solo anche l’attacco di un leone. In Tanzania si possono incontrare branchi anche numerosi di bufali nella maggior parte delle aree protette. 

IL RINOCERONTE NERO: tra i “Big Five” il rinoceronte è probabilmente il più difficile da avvistare. A causa della caccia di frodo e della distruzione dell’habitat naturale che ne hanno determinato una drastica riduzione del numero di esemplari presenti in natura, è oggi una specie a rischio di estinzione e risulta quindi uno degli animali che più raramente possono venire osservati durante un safari. L’incontro con questi esseri imponenti, però, risulta generalmente un’esperienza emozionante ed indimenticabile. Il rinoceronte nero è oggi presente nelle zone centrali ed orientali del continente africano ed è uno degli erbovori più solitari che si possano incrociare; amano infatti vivere da soli e si uniscono ad esemplari del sesso opposto solo durante il periodo dell’accoppiamento. La caratteristica principale del rinoceronte è il corno appuntito che ha sul muso e che può usare per difendersi o a scopo intimidatorio. I rinoceronti sono animali generalmente tranquilli, ma in particolare in maschi possono diventare aggressivi in caso captino la presenza di corpi sconosciuti nel proprio territorio. I parchi tanzaniani in cui è più facile avvistare il rinoceronte sono Ngorongoro e Mkomazi, in cui è presente un vero e proprio santuario protetto per la difesa e la salvaguardia di questa specie.

IL LEOPARDO: probabilmente uno degli animali più schivi della savana, il leopardo con il suo portamento elegante ha solitamente un grande fascino su tutti i viaggiatori che lo riescono ad incontrare. Per il suo carattere solitario è più facile avvistare un esemplare singolo, in quanto i leopardi vivono da soli per la maggior parte dell’anno ad eccezione della stagione degli amori. Questo animale è dotato di una vista e di un udito eccezionale e passa molto tempo sugli alberi, che ricoprono un ruolo centrale nella sua vita: su di essi infatti vengono portare le prede per sottrarle alla brama di altri carnivori e talvolta è possibile assistere a battute di caccia in cui il leopardo inizia l’attacco saltando addosso alla vittima designata dalle fronde di una piante. Il manto del leopardo è molto bello e per questo motivo in passato è stato frequentemente cacciato determinando una brusca diminuzione degli esemplari viventi. Pur essendo tra gli animali più difficili da avvistare il leopardo è presente in diversi parchi della Tanzania, sia nel circuito settentrionale che in quello meridionale.


CONSIGLI DI VIAGGIO:  gli itinerari in cui più facilmente possono essere avvistati tutti e cinque i “big five” sono quelli che toccano i principali parchi del circuito settentrionale.

Per avere maggiori informazioni potete visitare la pagina del nostro sito dedicata ai parchi del nord (in inglese) http://www.pakaadventures.com/travelguide-tanzania/wildlife-safaris/northern-circuit oppure scriverci una email e saremo felici di costruire con voi un itinerario personalizzato.

lunedì 28 ottobre 2013

Alla ricerca degli scimpanzè sulle Montagne Mahale e nel Parco Nazionale di Gombe Stream



L’incontro con gli scimpanzè è sempre estremamente emozionante: camminando nella foresta si viene colti di sorpresa da un emozionante urlo che sembra provenire dalle profonditá della terra e che viene subito sostenuto da una dozzina di altre voci, che si alzano di ritmo e volume fino ad arrivare ad un concitato crescendo di grida...si tratta del sorprendente “pant-hoot”, ossia il caratteristico richiamo di questi animali. 
 
Lo scimpanzè è il parente genetico più vicino allˊuomo ed è presente in natura esclusivamente nellˊarea equitoriale e centro-occidentale del continente africano. É caratterizzato da un manto di coloro scuro e un esemplare adulto raggiunge un'altezza tra gli 80 e i 130 cm quando si trova a quattro zampe e un peso tra i 35 e i 45 kg le femmine e tra i 45 e 65 kg i maschi. Il loro habitat naturale è la foresta e infatti generalmente amano più stare sugli alberi che non a terra. Vivono in branchi in cui coesistono maschi, femmine e cuccioli e in cui viene riconoscito un leader, solitamente indicato dagli studiosi come “maschio alpha”. Il gruppo condivide i momenti sia di aggregazione (ad esempio è tipico avvistarli durante il cosidetto “groomong”, ossia lo spulciamento reciproco) che quelli di lotta per la sopravvivenza, come la caccia. Gli scimpanzè, infatti, pur amando principalmente i vegetali, sono in realtá onnivori e sono talvolta impegnati in battute di caccia di gruppo ai danni di uccelli o altri piccoli primati. Il branco rappresenta un punto centrale nella vita degli scimpanzè, che hanno una struttura sociale piuttosto complessa e mostrano un'intelligenza acuta, che si manifesta nell'utilizzo di alcuni utensili (come bastoncini per scovare le termiti), nel comportamento altruistico nei confronti degli altri membri del gruppo di appartenenza e nell'aggressivitá che caratterizza il loro comportamento in caso di pericolo (gli scimpanzè possono arrivare ad uccidersi tra di loro in caso di contese). Tra i pericoli principali con cui gli scimpanzè possono incappare troviamo il leopardo, che talvolta li sceglie come preda, in particolar modo durante le ore notturne. 


Molte delle nozioni che oggi abbiamo su questi animali si devono al lavoro della primatologa Jane Godall, che ha dedicato la sua vita agli studi su questi primati e che ha rivoluzionato il modo di studiare il comportamento degli animali. Il centro delle sue ricerche è stato un gruppo di scimpanzè dell’odierno Gombe Stream National Park, in cui tutt’ora sono in corso alcune osservazioni etologiche. 
Gombe Stream, con i suoi 52 km² di estensione, è il più piccolo parco nazionale della Tanzania; si tratta di una piccola striscia di foresta sulle rive del Lago Tanganyika, nella parte occidentale del paese. Si tratta di un luogo unico ed affascinante, in cui vivono circa 100 esemplari di scimpanzè, altri primati e oltre 200 specie di uccelli. Il parco puó essere raggiunto in barca dal Lago Tanganyika usando come punto d’appoggio la cittá di Kigoma.

Un altro luogo in cui è possibile avvistare gli scimpanzè in Tanzania è il Parco Nazionale dei Monti Mahale. Qui, sempre lungo le rive del Lago Tanganyika, vivono circa 800 esemplari di scimpanzè, oltre a 300 specie di uccelli, alcuni primati e, nella savana circostante, anche diversi mammiferi, come la giraffa, il leopardo e il leone. Si tratta di un luogo assolutamente idilliacoː dalle spiagge sabbiose del Lago Tanganyika svettano le cime coperte di miombo dei monti Mahale, la cui vetta più alta, chiamata Nkungwe, supera i 2000 m e viene ritenuta sacra dalla popolazione locale dei Tongwe. Visitare questo parco è un’esperienza unica ed affascinanteː non vi sono strade nè al suo interno nè nellˊarea circostante per cui la zona puó essere raggiunta esclusivamente con voli charter o in barca dal Lago Tanganyika; proprio per la sua remotezza, pur essendo stato definito come il “Santo Graal” dei safari, viene raggiunto da relativamente pochi visitatori ogni anno. Le Montagne Mahale, peró, sanno ripagare abbondantemente il lungo viaggio che si deve percorrere per raggiungerleː oltre al panorama mozzafiato delle cime che degradano sul lago, infatti, offre sentieri panoramici nella foresta alla ricerca degli scimpanzè, idilliache spiaggie di sabbia dorata sul Lago Tanganyika, possibilitá di fare snorkeling e una suggestiva vista notturna sul lago, caratterizata dal cosidetto “fishing fire”, ossia dalla presenza di una moltitudine di luci in movimento provenienti dalle centinania di piccole barche di legno dei pescatori locali che  si recano al lavoro dopo il tramonto. 


Per chi ama le localitá ancora autentiche e completamente al di fuori dei classici percorsi turistici e desidera vivere una Tanzania davvero inedita, la visita a questi due parchi puó risultare unˊesperienza assolutamente indimenticabile e ricca di fascino. Oltre agli scimpanzè, agli altri animali selvatici e ai percorsi panoramici nella foresta, la vicinanza al Lago Tanganyika offre tutte le possibilitá di relax su spiagge meravigliose e virtualmente deserte. Questa zona del lago offre la possibilitá unica di trovare acque azzurre, spiagge sabbiose, montagna, foresta e fauna esotica tutto in un unico luogo...venite a provare questa esperienza e non ne rimarrete delusi!

CONSIGLI DI VIAGGIOː i parchi nazionale di Gombe Stream e Mahale Mountain possono essere visitati insieme utilizzando la cittá di Kigoma come base ed eventualmente è possibile abbinare nell'itinerario anche un altro parco della Tanzania occidentale come il Rubondo Island National Park o visitare la più autentica ed incontaminata area naturale del Katavi National Park. 

Per maggiori informazioni potete visitare la pagina del nostro sito dedicata al Circuito Occidentale (in inglese) http://www.pakaadventures.com/travelguide-tanzania/wildlife-safaris/western-circuit oppure scriverci una email e saremo felici di organizzare per voi un itinerario personalizzato.

venerdì 11 ottobre 2013

Serengeti e la Grande Migrazione: uno spettacolo indimenticabile


Distese infinite, panorami mozzafiato, possibilitá di avvistare grandi quantitá di animali in un ambiente in cui la natura è padrona incontrastata...tutto questo è Serengeti!
 
Il Serengeti è senza ombra di dubbio il parco nazionale più conosciuto  della Tanzania, oltre che il primo ad essere stato istituito nel 1951; con una superficie di 14,763 km² è una delle aree protette più grandi ed importanti dellˊAfrica Orientale. Il nome “Serenegeti” deriva da una parola della lingua Maa che significa “pianura sconfinata” e rimanda allˊomonima, immensa steppa nella Tanzania settentrionale in cui si trova questa area protetta, che è caratterizzata da una straordinaria varietá di fauna e proprio per la sua grande biodiversitá è stata dichiarata Patrimonio dellˊUmanitá dallˊUnesco nel 1981. 

Nella zona sono state riscontrate tracce della presenza dellˊuomo fin da tempi antichissimiː la Gola di Olduvai, in cui sono stati scoperti reperti dellˊaustrolopitecus boisei che risalgono a 1,5 milioni di anni fa, si trova infatti a poca distanza dallˊingresso del parco. Nel corso dei secoli le popolazioni indigene hanno vissuto a contatto con la natura, preservando lˊambiente circostante e negli anni dellˊarrivo dei primi europei la zona era abitata principalmente dai Masai. Attualmente nellˊarea del Parco Nazionale sono vietati gli insediamenti umani, ad eccezione degli uffici del quartier generale, alcune strutture turistiche e i campi di ricerca scientifica.

Data la sua grande estensione il Serengeti offre tipologie di ambienti e panorami diversi tra loroː la parte meridionale è caratterizzata da una vasta prateria, mentre il nord, più piovoso, dalla savana alberata, la boscaglia spinosa e le foreste a galleria. Estremamente varia è anche la faunaː nel Serengeti infatti è possibile avvistare tutti e cinque i “big five” (leone, elefante, bufalo, leopardo e rinoceronte), grandi mandrie di erbivori, tutte e tre le specie di sciacallo presenti in Africa, piccoli pedatori come il protele e il gattopardo africano e molti altri animali, tra cui circa 500 tipi diversi di uccelli. 

A livello di fauna il più grande spettacolo che il Serengeti offre è senza dubbio la “Grande Migrazione”ː questo parco confina infatti con altre aree protette (Ngorongoro e Masai Mara) e non essendovi recinzioni o nessun altro tipo di protezioni “fisiche” gli animali possono muoversi in totale libertá in un ambiente estremamente grande e vario, dando cosí vita alla più grande migrazione terrestre di mammiferi al mondo, durante cui centinaia di migliaia di erbivori compiono ogni anno un movimento circolare alla ricerca di pascoli freschi. I grandi protagonisti di questo fenomeno sono gli oltre 1,5 milioni di gnu presenti nellˊarea, a cui si aggiungono circa 250,000 zebre ed altri animali. 

Per capire meglio il percorso della migrazione possiamo dividere il Serengeti in tre areeː
-        - la zona meridionale, che con la sua infinita prateria raccoglie i panorami più emblematici del parco e in cui risiede la maggior parte degli erbivori nei mesi che vanno da dicembre a maggio  
     - il “Western Corridor”, caratterizzato dalla presenza del  fiume Grumeti e in cui la migrazione passa tra maggio e luglio
-           - il Serengeti settentrionale, di cui fanno parte la zona del Seronera e il fiume Mara e che ospita aree boschive, colline e savana alberata. Qui la migrazione passa a luglio, agosto e novembre, mentre negli altri mesi è comunque possibile avvistare moltissimi animali, tra cui elefanti, giraffe e dik-dik.

Il percorso circolare che caratterizza la Grande Migrazione inizia durante la stagione delle nascite (gennaio-marzo),  quando gli erbivori stazionano principalmente nellˊinfinita pianura meridionale. A maggio, con la fine della stagione delle piogge, gli animali inziano a muoversi verso nord-est e raggiungono lˊarea attorno al fiume Grumeti, dove generalmente rimangono fino a giugno. Nei mesi di luglio ed agosto la grande migrazione si sposta verso nord, fino a raggiungere il Kenya, dove poi la fauna staziona per tutta la stagione secca. Verso novembre, con lˊinizio delle piccole piogge, gli animali iniziano di nuovo a muoversi per fare ritorno verso sud e raggiungono la piana meridionale dove si iniziano a preparare per la stagione delle nascite. 

Durante tutto questo percorso, che mette a dura prova la resistenza degli animali, circa 250,000 gnu muoiono per la fatica, la sete o perchè vittime delle battute di caccia dei predatori. 

La Grande Migrazione è uno spettacolo di straordinaria bellezza ed è una delle esperienze che puó rendere il vostro viaggio davvero unico ed indimenticabile. 

CONSIGLI DI VIAGGIOː il Serengeti puó essere il fulcro della vostra avventura nei parchi del nord della Tanzania. Per rendere la vostra esperienza veramente indimenticabile consigliamo di trascorrere almeno tre giorni allˊinterno del parco, dove è anche possibile provare lˊesperienza, assolutamente straordinaria ed unica per la Tanzania, del safari in mongofiera. 

Per avere maggiori informazioni visitate la pagina del nostro sito dedicata a Serengeti (in inglese) http://www.pakaadventures.com/travelguide-tanzania/wildlife-safaris/northern-circuit/serengeti-national-park oppure potete contattarci via email e saremo felici di organizzare per voi un itinerario personalizzato.